2013

“Toglietemi tutto, ma lasciatemi l’Estasi”

L’artista con questo titolo si è ispirato ad un verso di Emily Dickinson, così come per la poetessa, Palmigiani abbraccia quel concetto: ”L’estasi, ovvero la ricchezza interiore, contrapposta alla vuota esteriorità dei lussi mondani”.

Ma la contrapposizione alla ricchezza interiore non può, nel contesto pittorico a cui ci riferiamo, prescindere dalla memoria di un che di perduto, non soltanto del e nel passato, ma anche nel e del futuro: potremmo dire che l’estasi nella sua vocazione atemporale nasconde la malinconia della perdita, di una impossibilità del futuro, come la coscienza di una frattura mai ricomposta trascinata nel salto di un’uscita irresistibile da sé. E allora ecco che le dimensioni che l’artista rappresenta nelle sue opere sono luoghi primordiali che appartengono all’interiorità umana.

Palmigiani è un cercatore che brama il vero, e lo fa viaggiando in luoghi atemporali dove si palesano leggi armoniche universali, ove certi principi regolano in modo euritmico i rapporti fra materia, energia e coscienza. Difatti, da queste sue ultime opere si desume una forte propensione a narrare la trasformazione planetaria che l’umanità sta attraversando in questo periodo storico: come se l’artista ci inducesse a guardare le visioni dei mistici che ci indicano la strada dell’interiorità per passare oltre i confini dell’ignoto.

Di forte impatto visivo, la poetica che si evince nelle opere di Alessandro Palmigiani è di carattere realistico visionario. L’artista pur usando il mezzo fotografico per esprimersi, dà alle sue creazioni un taglio scenografico e pittorico sia nella forma sia nel cromatismo.

Nell’osservare i luoghi che l’artista elegge, si ha subito l’impressione di immergersi in un mondo sospeso.
Questo timbro estetico è conferito alla composizione fotografica sia dalla sintassi iconografica che alterna volumi a spazi vuoti, dando vita in realtà a reciproche distanze dense di dinamiche tensioni, una forma di equilibrio spaziale sotteso ad un sapiente uso delle proporzioni e della prospettiva; sia ad una ben misurata memoria surrealista dei segni.

Il carattere di questa sospensione apre un rapporto quasi meditativo con l’opera la quale non sembra dare o pretendere soluzioni o giudizi, ma lascia all’occhio contemplante il paesaggio che gli si offre. I colori intensi e al contempo evanescenti delle composizioni, ci conducono in dimensioni oniriche in cui il sogno si inserisce nella cruda materia, come nell’opera dal titolo “Tramonto occidentale” : un elemento rudimentale con ingranaggi meccanici sembra provenire da un passato remoto, forse da una civiltà ormai estinta, aleggia sospeso e si staglia in un cielo muto, il manto floreale che copre il suolo sembra appartenere a specie rare, dalle fogge sconosciute e misteriose.

Rosetta Gozzini

    Gallery immagini

  • 1 - Tramonto occidentale
  • 2 - Secret Garden #4
  • 3 - Secret Garden #3
  • 4 - Secret Garden #2
  • 5 - Secret Garden #1
  • 6 - La danza dei fotoni
  • 7 - L’iperuranio
  • 8 - K
  • 9 - I Vascelli del tempo
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Alessandro Palmigiani Official Website